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mercoledì 4 febbraio 2015

Del come si é cambiato in fretta le opinioni su Benitez

Restare fermi sulle proprie idee non cambiandole mai e non affrontando il confronto è sintomo di stupiditá e quindi non si puó certo puntare il dito su chi, capito di aver errato, cambia opinione.
Peró c`é anche modo e modo. Ad inizio stagione, dall`eliminazione contro l`Athletic, Benitez é stato bersaglio di critiche anche feroci, "non ha capito il calcio italiano" era una delle piú gettonate. Lui calmo e serafico ha sempre difeso le sue idee (a dire il vero in alcune occasioni cambiarle leggermente non sarebbe stato un peccato mortale). Ma su una cosa è sempre stato sicuro, la rotazione dei giocatori, perchè come lui stesso dice, "non voglio nuotare per morire sulla spiaggia". 
La rotazione dei giocatori a Napoli ma sopratutto a certi giornalisti è un po indigesta, Noi che veniamo da anni di titolarissimi (figura mitologica metà giocatore metà divinità che gioca anche se è di una scarsezza allucinante o se è fuori forma perchè i panchinari sono i servi della gleba), vedere giocatori messi in discussione e "addirittura" in panchina , ci siamo sentiti un po sperduti,.. vabbé non proprio tutti, tutti, eh.
Le vedove quindi hanno attaccato molto su questo punto e finchè i risultati erano altalenanti potevano esercitarsi nella loro attività migliore, il pianto del ricordo, il "era meglio quando c'era" The Innovator, lui si che senza grandi campioni(?) aveva ottenuto risultati stra-or-di-na-ri.
Cosa è successo da allora a ieri? che il Napoli ha vinto tre partite di seguito e quindi Viva Benitez e Viva il turnover. Ma sinceramente ad inizio stagione le sconfitte contro Chievo ed Udinese furono meritate? La squadra giocó male? In due partite prendemmo in pratica due tiri a porta subendo due reti. Contro i clivensi ci fu la partita dei famosi 33 tiri azzurri, contro l`Udinese dieci ed in entrambe le occasioni uscimmo sconfitti. Il merito è del turn-over? del modulo? di come gioca il Napoli? Secondo me no e lo sa anche Benitez ma  la differenza è solo maggiore convinzione dei propri mezzi e una forma fisica migliore.
Vero é che in alcune partie abbiamo permesso recuperi imbarazzanti come al Palermo ed al Cagliari, ma anche quelle partite sono state marchiate da errori tattici o di turn over?
Intanto il posto al caldo sul carro del vincitore in alcuni lo stanno giá prendendo, se poi dovesse andare male, son sempre pronti a fare il carpiato all`indietro e dire "lo avevo detto io"...





venerdì 21 novembre 2014

Arriva Zemanlandia



Domenica arriva a Napoli il Cagliari di Zeman . L`allenatore boemo mi piace molto per il suo modo di vedere il calcio e di interpetrarlo, per quell`essere sempre se stesso e la quasi assenza di diplomazia, se fosse stato un po piú paraculo avrebbe certamente lavorato di piú sia in A che in grande squadre perchè è sicuramente un personaggio che attira l`attenzione e spesso le capacità di comunicazioni sono piú importanti di quelle da allenatore.
Ricordo ancora  la prima Zemanlandia divenuta famosa, il suo Foggia negli anni ottante era una squadra che fece lettermalmente sognare una cittá e che una stagione lottó proprio con noi per l’ingresso alla buonanima della Coppa UEFA. LA mia simpatia per Zeman peró non nasce sola, ha avuto un grosso aiuto da parte di Antonio Albanese ed il personaggio di Frengo che interpetrava magistralmente a  Mai dire Goal.



L`accoppiata tra la simpatia di Albanese ed il calcio spettacolo del Foggia furono un colpo di fulmine, per me che poi ho sempre sostenuto (tifato mai, tifo solo Napoli) tutte le squadre del Sud, era come andare a nozze. Anche il suo approdo prima alla Lazio e poi alla Roma riuscirono a farmi diventare accettabili queste due squadre (e voglio dire...). Una volta alla Roma l`evento che ha fatto innamorare molti di lui e che contemporaneamente lo ha cancellato dal calcio che conta, la famosa intervista in cui chiedeva che le farmacie stessero fuori dal calcio facendo come esempio l`incredibile e rapida crescita muscolare di Del Piero e Vialli. Il messaggio non era che solo la Juventus utilizzava farmaci, ma ancora oggi per molti l’obiettivo principale di quelle parole era attaccare i bainconeri. Divenuto un simbolo dell`antijuventinismo ovviamente ha diviso l`opinione pubblica calcisitica, in molti lo hanno eletto a proprio idolo, altri a nemico pubblico numero 1.
Ma, come scrivevo precedentemente, la mia passione per il boemo nasce dalla sua idea di calcio che si basa quasi esclusivamente sullo spettacolo e sulla ricerca della rete, la tattica si, ma finalizzata alla realizzazione, alla creazione di gioco e non solo alla distruzione. Il suo modo di giocare mi riconduce sempre alle partite con gli amici in ogni dove, davanti allo spiazo davanti alla Curva A, oppure sulla spiaggia, o su campetti affittati, dove ognuno aveva un ruolo ma in realtà si giocava per segnare, per cercare la giocata, per vincere si ma essendo protagonisti, in una parola per divertirsi. Ecco il gioco di Zeman lo racchiudo in una parola, divertimento e per ottenerlo lui richiede sacrificio (famosi i suoi metodi di allenamento), ma alla fine quanti sono i giocatori che grazie a lui sono diventati dei grandi campioni? Signori, Baiano, Totti, piú recentemente i tre “pescaresi” Immobile, Insigne e Verratti e  nel mezzo tanti tanti altri. Ma la cosa incredibile che il apprezzo piú di tutto il suo fondamentalismo tattico, nonostante sia la dote che piú disprezzo in Mazzarri e che meno sopporto di Benitez. Ma Zema puó, lui si, il suo 4-3-3 è come un marchio di fabbrica cosí come le partite totalmente folli che spesso contraddistinguono le sue squadre, con grandi recuperi o con grandi vantaggi scialacquati, impresso nella mia memoria un Roma-Inter-4-5 sicuramente una della partite piú belle da vedere nel calcio italiano degli utlimi 20 anni.
Quando il Napoli lo ingaggió non ci potevo credere, avremmo giocato un calcio spettacolare e avremmo fatto crescere dei giovani campioni, per poter costruire la squadra nel medio termine, visto che già si sapeva che la SSCN era piena di debiti. Ed invece no, solo 6 partite solo 2 punti ed un esonero paradossale con Palummella (ma ci rendiamo conto...) che lo annuncia in TV. Una mazzata per me. Ma onestamente si poteva sperare di applicare il gioco e sopratutto gli allenamenti di Zeman a giocatori ormai bolliti e che non avevano nessuna voglia di "faticare"?

Ma per queste sue idee radicali sullo spettacolo, per le sue capacità di insegnare calcio, di far crescere giovani calciatori, di andare a scovare campioni in campionati poco conosciuti e pardossalmente per un uomo che parla con un filo di voce, per le sue capacità comunicative che meriterebbe di vincere qualcosa a livello nazionale, due campionati di B ed uno di C sono poco per un allenatore come lui. Il giorno che vincerà qualcosa di importante vorrà dire che il calcio è ritornato alla sua dimensione di gioco e divertimento e spero che accada il prima possibile, ma dalla prossima settimana perchè prima il Napoli, che è un atto irrazionale e di fede e poi Zeman che invece é un atto razionale.
Quindi Forza Zeman, ma anche e sopratutto FORZA NAPOLI!!!

giovedì 16 ottobre 2014

Jesceaccah



Visto che  il campionato ha fatto una settimana di sosta per permettere alle nazionali di giocarsi le qualificazioni alle proprie competizioni continentali (Europa ed Africa) o per andare in giro per il mondo a fare amichevoli dall`indiscusso tasso tecnico come per esempio Hong Kong-Argentina, le notizie relative al Napoli sono scarseggiate. Niente litigi, niente squadra sulla graticola dopo 3 vittorie consecutive, niente polemiche, visto che tutte si concentravano sul dopo Juve-Roma, quindi di cosa parlare?
Alla fine scava e scava, qualcosa di cui parlare lo si trova sempre. La persona meno amata nella SSCN in questo periodo è sicuramente il presidente De Laurentiis che con una campagna estiva molto al risparmio non ha rinforzato la rosa come ci si aspettava ed il malcontento che già c`era verso di lui è montato, quindi quale notizia migliore della cessione della società? Ma qui arrivano i primi problemi, a chi? Imprenditori napoletani che possano sobbarcarsi una spesa come quella di commprare il Napoli e sopratutto della costruzione del nuovo stadio o della ristrutturazione del San Paolo non ce ne sono. Tanto meno industriali italiani, visto che la Serie A ha perso ormai di creibilità e senza un vero secondo fine nessuno sarebbe così pazzo da investire tanti soldi nel calcio, oggi.
L`unica soluzione è l’estero ed ecco che la Supercoppa Italia in Qatar (ma non la gioca anche la Juve?), la presenza di un diplomatico qatariota in Italia (3 mesi fa) ed un pizzico di fantasia sfornano il nuovo acquirente del Napoli, il principe arabo Al-Thani. Poco importa se la famiglia reale qatariota già investe molti soldi nel calcio europeo con il PSG e nella sponsorizzazione del Barcellona, loro vogliono anche il Napoli...loro.
Già ci sarebbe pure un “piano industriale” con l`arrivo di Nike e quello di Klopp sulla panchina che farebbe così presagire ad una campagna acquisti fatta come al fantacalcio con grandi nomi in arrivo all`ombra del Vesuvio ed una città così ebra di gioia che comincerebbe ad usare l’arabo come seconda lingua invece che l`italiano.
Dall`Asia arrivano però le prime smentite (anche se non dirette) sull`affare ed in effetti c’è qualcosa che non quadra. I qatarioti non sono arrivati nel calcio europeo perchè hanno voglia di bruciare i dollari, ma perchè li vogliono moltiplicare e quindi o per questioni finanziare (Francia) o per ritorno di immagine planetaria (Barcellona) hanno deciso di investire. Del resto il caso Malaga dovrebbe far riflettere. Quando han comprato la squadra spagnola il loro obiettivo  era lo stadio nuovo, quando hanno visto che gli accordi con il comune sono saltati hanno smantellato la squadra e cercano acquirenti e  sicuramente sino alla vendita non ci metteranno dentro nemmeno un altro centesimo. Quindi se anche fosse vero che la famiglia Al-Thani fosse interessata al Napoli Calcio, ci sarebbe un motivo ben preciso, forse lo stadio nuovo? Forse qualche facilitazione per investimenti in Campania? In entrambi i casi per noi sarebbe un bene, vista la situazione attuale qualunque investimento sarebbe ben accetto e se a questo si aggiungesse un Napoli finalmente competitivo anche in Europa...Ma  i dubbi, fortissimi, mi restano e tutta sta storia mi sembra piú un riempitivo di pagine vuote che una trattativa realmente possibile.
Comquneu alcuni beninformati dicono che addirittura domenica sera, a Milano, il Napoli dovrebbe giocare una partita. Sicuramente si staran sbagliando perchè una partita così importante non sarebbe messa in secondo piano da notizie che, al momento, non sembrano avere nessun fondamento.

venerdì 3 ottobre 2014

Se per l`Arena non ci si arena, per lo stadio?

Palazzetto dello sport di Isozaki

Ieri, per puro caso, mi sono imbattuto nel video della presentazione della nuova stagione della Pallacanestro Napoli. Il sodalizio partenopeo ha lo stesso problema della SSCN e cioè il luogo dove poter giocare le proprie partite interne. Il Mario Argento è semi distrutto, la struttura in viale Giochi del Mediterraneo che doveva essere temporanea è diventata di fatto permanente, ma non essendoci soldi per tenerla in ottimo stato la passata stagione in pratica ci pioveva dentro. Ma qual`è il motivo per cui questo video mi ha colpito? Il fatto che sia stato annunciato il progetto di costruzione del nuovo palazzetto, che potrebbe partire addirittura entro un anno ed in due anni, due anni e mezzo potrebbe essere finito.
La proprietà della Pallacanestro Napoli si è insiediata due anni fa e già è arrivata quasi al traguardo della costruzione della propria casa, invece De Laurentiis ha festeggiato da poco i 10 anni da presidente del Napoli e 7 con il Napoli in Serie A, ma di progetti e tempistiche sulla ricostruzione del San Paolo non si sa ancora nulla. L`investimento nella costruzione del San Paolo è certamente molto maggiore di quello della "Nuova Arena Partenopea" che dovrebbe sorgere dalle ceneri del Mario Argento, ma anche il fatturato della SSCN è molto maggiore di quello della PN. Allora dove sono le differenze? Perchè una squadra di basket con un fatturato molto minore può permettersi di partire con la costruzione del palazzetto ed il Calcio Napoli invece continua a rimandare? A questo punto le voci che parlano del poco interesse che ha il presidente per le strutture permanenti della SSCN potrebbero essere vere. Comunque per il prossimo 31 marzo il Napoli dovrà presentare il progetto per la ristrutturazione dello stadio e per quella data vedremo quali sono le vere intenzioni della proprietà, perchè come sta dimonstrando la squadra di pallacanestro se realmente si vuole conseguire un obiettivo alla fine ci si riesce.


mercoledì 1 ottobre 2014

Bersaglio Mobile


Quando le cose non vanno, quello che si dovrebbe fare sempre è cercare il problema e trovare la soluzione. Quando a il problema può deriva dall`azione di un uomo o di un gruppo di loro, si cerca di capire chi sbaglia, per poter risolvere il problema, questo non sempre è possibile, sopratutto quando le competenze non sono mai nette e chiare ma un po "sfumate" ed è ció che solitamente accade con la politica dove lo scarica barile è la prima risposta alla domanda, dove è il problema? Ma in un campo di calcio fare da scarica barile è un pó piú difficile, se un attaccante sbaglia una rete a porta vuota, un difensore lascia solo l`attaccante avversario per un errato movimento, se un portiere fa una papera, se un allenatore mette in campo una squadra senza capo ne coda, non si puó certo scaricare la colpa su qualcun'altro. Però, in questo modo, c`è il forte rischio di sfociare nel caprio espiatorio, cioè si danno colpe eccessive ad un uomo per poterlo vestire delle colpe di tutti i propblemi. La tifoseria napoletana non fa differenza rispetto a quella delle altre squadre, sono stati fischiati nella storia recente, Cannavaro, Inler ed Insigne, per esempio e sacrilegio, anche D10 a suo tempo. Ultimamente leggo sui giornali il ritrovamento del nuovo colpevole del disastroso avvio partenopeo... Rafael Cabral. "Non è come Reina", "quando arriva la palla in area c`è il terrore", "non ha le pa..." ehm "la grinta" e cosí via  , ma in pratica quale papera ha fatto Rafael in queste prime 8 partite ufficiali? Quante delle 11 reti presi sono colpa dell`estremo difensore brasiliano?
Che Rafael non sia come Reina concordo, i due hanno una grande differenza sia dal punto di vista dell`esperienza internazionale che di leader del gruppo, ma é credibile che un difensore di esperienza come Albiol abbia il terrore della palla in area perchè c`è Rafael? Poi gli errori proprio dello spagnolo in questo inizio stagione è possibile da poter imputare al brasiliano perchè lui ventiquatrenne alla prima stagione da titolare in Serie A dovrebbe "guidare" un campione del mondo ed europeo?
Sicuramente 11 reti in 8 partite sono troppe e siccome questa situazione non è nuova, visto che prendevamo tante reti anche la passata stagione quella che va migliorata è tutta la fase dfensiva e non tirare la croce addosso al povero Rafael, cioè quello che si dovrebbe fare è trovare dove è il problema e quindi applicare una soluzione e non trovare un capro espiatorio per poi cercare il prossimo se le cose non dovessero migliorare.
La risposta migliore a certe criiche è il silenzio ed il lavoro, sperando che il gruppo in risposta a questi continui attacchi faccia quadrato e sappia uscire dalla crisi in cui è inciampato. Domani a Bratislava gli avversari non sono certo temibilissimi ed é la giusta occasione per dare un po di continuità ai risultati, ma senza concentrazione massima la brutta figura è in agguato.

venerdì 25 ottobre 2013

La SuperLega


Puntuale come le tasse o come una perla di calcio di Fedele, arriva la solita proposta di Aurelio De Laurentiis di formare una Superlega. Sono anni che va portando in giro questa idea, adirittura minacciò o promise, dipende dai punti di vista, di abbandonare il calcio se non fosse stato ascoltato. Di anni ne sono passati tanti, lui è sempre il presidente del Napoli ma della fantomatica Superlega non ne parla nessuno, tranne lui. La Calzetta dello Sport riporta degli stralci di un intervista  rilasciata al giornale francese L`Equipe. Qual`è la "nuova" idea? Una lega con le prime 5 squadre delle migliori 5 nazioni in Europa, che quindi sarebbero Inghilterra, Spagna, Germania, italia e Francia, una sorta di 5 nazioni dei club, in più campionati nazionali a 16 squadre per trovare spazio nei calendari e quindi giocare solo la domenica alternando la Superlega ai campionati nazionali. Tralascio il fatto che questa nuova competizione avrebbe 25 squadre, un numero dispari, quindi qualcuna sarebbe costretta a non giocare sempre, bisognerebbe capire come la vorrebbe strutturare, a gironi? 5 da 5 o 6 da 4? Serie unica con 48 partite? Ma a parte tutto, l`alternanza domenicale come potrebbe mai essere effettivamente applicata se ad oggi in italia ci sono 38 giornate delle quali 4 vengono giocate il mercoledì perchè non c`è posto nei calendari. Se pur si scendesse a 30 giornate perchè la Serie A sarebbe composta da 16 squadre si riuscirebbe a tirar fuori solo 4 date, un po poco per un torneo che conta 25 iscritti. Ma al di la della reale fattibilità, che personalmente ritengo vicina alle stesse possibilità per cui Messi la prossima stagione vesta le maglie dell`Ischia Isolaverde, perchè continuare a portare una proposta che sembra non interessi nessuno e perchè continuare a modificarla ogni pie sospinto? La risposta la da lo stesso ADL "Si potrebbero generare 5 miliardi di euro, e in cambio tutti i club avrebbero i conti in regola" In pratica maggiori ricavi, che però se fosse solo una questione di marketing sbagliato potrebbero crescere già ora con l`attuale formula della Champions League che vede in lizza le migliori squadre non solo dei miogliori 5 campionati ma di tutta Europa. Inoltre la maggior voce nelle uscite delle società sono gli stipendi ai giocatori, i procuratori dei quali non tarderebbero a battere cassa se gli introiti delle TV aumentassero a dismisura, quindi rimarrebbe comunque presente il problema dei conti delle società calcistiche, però ci sarebbe ancora un maggiore scollamento tra le squadre che andrebbero in Europa a guadagnare una camionata di soldi e quelle che non qualificate, dovrebbero accontentarsi dei soldi delle TV nazionali, che diminuirebbero il gettito avendo 8 giornate in meno da trasmettere. Altra considerazione va fatta sulle 5 squadre da promuovere alla super lega, numero non casuale, visto che è lo stesso che da 3 anni a questa parte ADL ripete come obiettivo degli azzurri a fine stagione, quel numero che oggi non vuol dir nulla (scudetto, cl o el) ma che un domani avrebbe un senso doppio, limitando gli investimenti ed avendo quasi assicurata l`entrata della competizione sovranazionale. L`unico punto dove sono d`accordo è quello di cercare di limitare i doppi confronti settimanali per avere una rosa più ristretta di giocatori, questo permetterebbe di avere meno giocatori concentrati nelle grandi squadre e più giocatori di buon livello in più squadre, ma come detto sopra il calendario non lo permette.
Cosa viene in tasca ai tifosi da questa proposta? Nulla. Le competizioni nazionali saranno sempre meno interessanti e le squadre con un bacino più ampio di tifosi come Real, Barca, ManUtd o Bayern avranno sempre un vantaggio sulle altre che anche se più ricche avranno comunque un gap economico forte. Invece di sognare su fantomatiche leghe, perchè invece non interviene in Lega per avere una ripartizione dei diritti TV per meritocrazia? Sapere che una squadra come l`Internazionale senza partecipazione alle coppe si prende circa 90 milioni di euro e Fiorentina e Lazio che in Europa ci vanno meno di un terzo è scandaloso e su questo dovrebbe tentare di incidere.