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giovedì 19 febbraio 2015

Il capo cosparso di cenere


Ho sempre difeso Rafael, in molti casi da critiche assolutamente pretestuose, ma sono ormai tre partite che fa un errore che ci costa una rete. La settimana scorsa mi chiedevo se il giocatore non stesse crollando psicologicamente e se a sto punto Benitez non facesse bene a sostituirlo per evitare che prima o poi un suo errore non fosse recuperabile dalla squadra. Purtroppo sabato c'é stato un altro grave errore del brasiliano e la squadra non ha avuto la forza di recuperare. La rete stavolta non puó essere condivisa con nessuno, l`errore è tutto suo, sarà stata la traietoria, il vento, la paura, qualunque cosa sia, ma l`errore é stato evidente. Certo il resto della squadra non è che abbia brillato, la partita la si è persa meritatamente, i rosanero han giocato decisamente meglio, ma se ormai Rafael non riesce piú a garantire buone prestazioni e se sopratutto la difesa lo ha abbandonato (nemmeno uno che lo avesse rincuorato dopo l`errore) allora il cambio con Andujar è necessario. Già stasera giocherà il portiere argentino in Europa League , anche se il dubbio che Benitez contro il Sassuolo voglia riproporre Rafael per dimostrare la sua fiducia resta.
Qualcuno ha detto che non si mette da parte il brasiliano per non perdere l'investimento fatto su di lui, ma se nel caso non dovessimo andare in Champions League per il secondo anno di seguito, quanti soldi perderebbe il Napoli?
Quel che piú mi spiace è che ci avevo creduto in Rafael, avevo visto delle buone pontenzialità in lui, ma evidentemente mi sbagliavo (anche se in cuor mio, in fondo, ma molto in fondo, una speranza che il portiere brasiliano si riscatti c'é ancora).
Per punizione per il mio errore mi cospargo la testa di cenere e mi autocrocifiggo in sala mensa, di piú non posso, anche perchè per fortuna non sono io l`allenatore del Napoli.

lunedì 9 febbraio 2015

Lo strano caso di Dr. Rafael e Mr. Cabral





La partita di ieri mi ha dato la definitiva prova, per curare l`infortunio al ginocchio della passata stagione Rafael ha preso qualche strano intruglio che abbia scisso la sua personalità sportiva  in Dr. Rafael e Mr. Cabral.
Il primo, sicuro di se, buon protagonista tra i pali (vedi parata su Allan e la punizione di Fernandes), addirittura un devoto credente con preghiera ben in vista. Ma a 3 metri dalla linea di porta, si trasforma in Mr. Cabral, il ciuffo si fa scuro e dalla bocca spuntano denti da felino, ma sopratutto sugli occhi cala un velo che non gli fa vedere nulla, perchè solo cosí si puó spiegare come sia possibile che in due partite consecutive faccia due errori in uscita e generalmente in tutta la stagione gli errori in uscita sono stati diversi.
Ho sempre difeso Rafael http://ociucciochevola.blogspot.co.uk/2014/10/bersaglio-mobile-quando-le-cose-non.html , sopratutto quando è stato usato come capro espiatorio, caricato di colpe non sue perchè si viveva di nostalgia da Reina. Però che ci siano dei problemi è evidenti e sia la partita di Verona che quella di ieri li hanno evidenziati. Nei pali mi sembra essere un buon portiere con ottimi riflessi e buon senso della posizione, il problema sono le uscite.
Ad inizio stagione ci si lamentava che usciva poco a volte a ragione a volte molto meno come ad  esempio per la rete di Udine.  Ora ci si lamenta perchè esce troppo, lascia troppo la porta e svolazza allegro e beato nel campo come un novello Higuita. Il problema non è se esce troppo o troppo poco, il problema sono i tempi, diverse volte le uscite di Rafael sono fuori tempo, andando cosí a mancare clamorosamente il pallone.
La cosa è sicuramente migliorabile in allenamento anche se queste lacune restano sempre perchè la tempistica è difficile impararla e il momento in cui sbagli a prendere il tempo c`è sempre.
Questo comunque è legato poco o nulla sulla fiducia dei difensori che infatti tendono a far spazio alle uscite di rafael, ma mina molto la fiducia del brasiliano. Due errori in due partite di fila sono un brutto sintomo e se dovesse cominciare e non sentirsi sicuro potrebbe anche cominciare a valutare le tempistiche anche con la paura, cosa che non fa per niente bene. Continuo a pensare che Benitez fa bene ad inistere su di lui, anche perchè Andujar (che scarso non é) non mi sembra che faccia fare sto gran salto di qualità, darà un senso di tranquillità al tifoso, ma non è certo la reincarnazione di Lev Yashin e poi chi si deve sentire sicuro sono i giocatori in campo non certo i tifosi a casa o allo stadio. Peró è anche vero che se Rafael dovesse continuare con gli errori sarà il caso di trovare una soluzione,  anche facendo giocare il portiere argentino.

mercoledì 4 febbraio 2015

Del come si é cambiato in fretta le opinioni su Benitez

Restare fermi sulle proprie idee non cambiandole mai e non affrontando il confronto è sintomo di stupiditá e quindi non si puó certo puntare il dito su chi, capito di aver errato, cambia opinione.
Peró c`é anche modo e modo. Ad inizio stagione, dall`eliminazione contro l`Athletic, Benitez é stato bersaglio di critiche anche feroci, "non ha capito il calcio italiano" era una delle piú gettonate. Lui calmo e serafico ha sempre difeso le sue idee (a dire il vero in alcune occasioni cambiarle leggermente non sarebbe stato un peccato mortale). Ma su una cosa è sempre stato sicuro, la rotazione dei giocatori, perchè come lui stesso dice, "non voglio nuotare per morire sulla spiaggia". 
La rotazione dei giocatori a Napoli ma sopratutto a certi giornalisti è un po indigesta, Noi che veniamo da anni di titolarissimi (figura mitologica metà giocatore metà divinità che gioca anche se è di una scarsezza allucinante o se è fuori forma perchè i panchinari sono i servi della gleba), vedere giocatori messi in discussione e "addirittura" in panchina , ci siamo sentiti un po sperduti,.. vabbé non proprio tutti, tutti, eh.
Le vedove quindi hanno attaccato molto su questo punto e finchè i risultati erano altalenanti potevano esercitarsi nella loro attività migliore, il pianto del ricordo, il "era meglio quando c'era" The Innovator, lui si che senza grandi campioni(?) aveva ottenuto risultati stra-or-di-na-ri.
Cosa è successo da allora a ieri? che il Napoli ha vinto tre partite di seguito e quindi Viva Benitez e Viva il turnover. Ma sinceramente ad inizio stagione le sconfitte contro Chievo ed Udinese furono meritate? La squadra giocó male? In due partite prendemmo in pratica due tiri a porta subendo due reti. Contro i clivensi ci fu la partita dei famosi 33 tiri azzurri, contro l`Udinese dieci ed in entrambe le occasioni uscimmo sconfitti. Il merito è del turn-over? del modulo? di come gioca il Napoli? Secondo me no e lo sa anche Benitez ma  la differenza è solo maggiore convinzione dei propri mezzi e una forma fisica migliore.
Vero é che in alcune partie abbiamo permesso recuperi imbarazzanti come al Palermo ed al Cagliari, ma anche quelle partite sono state marchiate da errori tattici o di turn over?
Intanto il posto al caldo sul carro del vincitore in alcuni lo stanno giá prendendo, se poi dovesse andare male, son sempre pronti a fare il carpiato all`indietro e dire "lo avevo detto io"...





venerdì 23 gennaio 2015

Coppa Italia quando E non é uguale a mc²



Il Napoli passa il turno di Coppa italia contro l`Udinese soffrendo oltremisura contro una squadra “B” in dieci uomini da metá secondo tempo, riuscendo nell’”impresa” solo ai rigori. Vero é che pure i jeansati erano in formazione largamente rivoluzionata con il duo centrale Henrique, Britos (brr), con l’esordio dal 1`di Gabbiadini ed in totale 7 elementi diversi rispetto alla sfida contro la Lazio, ma comunque troppa le difficoltà e poca la voglia (almeno questo traspariva dal gioco). Potrei parlare della eccezzionale prestazione di Britos che mi ha eccitato a tal punto che il viagra mi sarebbe servito per abbassare la pressione, ma non è della partita di ieri che volevo scrivere ma della Coppa Italia.
Un rigore generosamente concesso alla Roma nei supplementari contro l`Empoli e le successive parole dell`allenatore (napoletano)  Sarri  hanno scoperchiato il vaso di Pandora o meglio hanno fatto scoprire che esiste l`acqua calda.

Mi dispiace per i ragazzi, ma a me della Coppa Italia importa poco. È una manifestazione antisportiva, perchè ci sono squadre che entrano a metà competizione, inconcepibile


Se lo avesse detto solo Sarri forse la cosa sarebbe finita li, in fondo è l`allenatore dell’Empoli,  ma anche Benitez ha spiegato che la coppa cosí com`é non ha appeal e bisognerebbe guardare alla FA Cup per avere un modello di riferimento.
Su questo concordo pienamente, non è solo il problema dell`ingresso al quinto turno a svilire la coppa ma anche il fatto che le prime otto squadre della Serie A del campionato precedente giocheranno sempre in casa contro le formazioni che invece si sono classificate peggio. Quindi otto squadre entrano direttamente agli ottavi e giocano in casa una partita secca quante possibilità ci sono che perdano? Questa stagione sono passate 7 su 8 (solo il Torino é uscito battuto dalla Lazio) cosí come nella stagione 2013/14 (Catania battuto dal Siena), nel 2011/12 e 2012/13 6 su 8 mentre nella stagione 2010/11 tutte e otto passarono, in pratica nelle ultime 5 edizioni su 40 posti ai quarti di finale a disposizione 34 sono andati alle “magnifiche otto”.  In pratica con questa formula il successo del Napoli nel 1962 non avrebbe mai avuto luogo perchè oltre a far visita al Torino ed alla Roma avrebbe incontrato fuori casa anche Sampdoria e Mantova, quattro vittorie consecutive di una squadra di B in casa di una di A rasenta l’impossibile.
Che le prime della Serie A siano piú forti é un dato di fatto ma spingerle facendole sempre giocare in casa é controproducente, le piccole sanno che giocheranno sempre in trasferta e quindi niente introiti,  sanno che se vogliono tentare di vincere il trofeo dovranno fare una serie di imprese indicibili e poi rischiare magari di retrocedere o (se non sono in A) di mancare una promozione per aver sprecato energie, invece se sapessero che con un po di fortuna il sorteggio gli porta in casa una formazione di prestigio avrebbero sia la motivazione di fare l`impresa sia un incasso aggiuntivo. Cosa produce la formula attuale? Che le piccole snobbano la coppa e  le grandi sino ai quarti o peggio alle semifinali schierano le riserve, i tifosi non vanno allo stadio, i diritti TV sono venduti per un sacchetto di noccioline e l’interesse internazionale è uguale a quello che ha un adulto con pollice opponibile per Bieber.
La FA Cup citata da Benitez è la competizione che coninvolge tutto il movimento calcistico inglese, partono in piú di 700, ovviamente le squadre delle serie superiori entrano un po alla volta. Quelle ecquiparabili alla nostra Lega Pro entrano dopo 6 turni di qualificazioni, quelle equiparabili alle nostre A e B entrano dai trantaduesimi, sorteggio libero possono essere sorteggiate anche due squadre di Premier League come succeso per Arsenal-Hull e puoi capitare o in casa o in trasferta ad esempio in questa edizione il Liverpool ha giocato e vinto, in casa del Wimbledon ora in quarta categoria.Questa formula, che è molto simile anche in Germania ed in Francia,produce incertezza ed interesse nela competizione, oltre ad un attenzione maggiore dei media internazionali quando c’é la favola della piccola che arriva in fondo battendo le corazzate milionarie un esmpio su tutti il Calais nel 2000.
L`unica cosa che abbiamo copiato dall’Inghilterra (e dalla Francia) é il format della finale che si gioca sempre all`Olimpico di Roma cosí come in Inghilterra al Wembley ed in Francia allo Stade de France, ma con il piccolo particolare che quelli sono due stadi realmente neutrali a prescindere da chi arriva in finale, l’Olimpico se in finale ci vanno Roma o Lazio... NO!
Quindi cambiare format, inserendo tutte le squadre professionistiche e perché no anche alcune dilettanti con sorteggio senza vincoli darebbe piú interesse alla coppa e si potrebbe sfruttare questa competizione per far emergere in Italia ed all’estero realtà poco conosciute ma di grande interesse. Del resto é impossible far si che la coppa abbiamo meno richiamo di ora.
Per lo stadio della finale, visto che la Roma ha presentato un progetto per una sua struttura e Lotito dice che lo fará anche per la Lazio, perchè, sino al completamento di quegli impianti, non si fa come per le finali di CL ed EL assegnando la partita ogni anno ad una cittá diversa che ha manifestato interesse all’evento per poi tornare all`Olimpico quandi diventerà realmente neutrale? 


Edit: Proprio questo fine settimana ci sono stati alcuni risultati clamorosi in FA Cup (si fine settimana perchè in Inghilterra si fermano i campionati per giocare la coppa...). Il Chelsea è stato battuto in casa dal Braford squadra di League One, Anche il Man City è stato battuto in casa dal Midlesbrough, squadra di Championship. Inoltre il Manchester United non è andato oltre lo 0-0 in casa del Cambridge, squadra di League Two cosí come il Liverpool contro il Bolton, squadra di Champioship, all`Anfield, quindi entrambe dovranno giocare il replay a campi invertiti 

martedì 23 dicembre 2014

Si ri-parte



Una vittoria é sempre una vittoria, peró se é contro la Juventus il gusto ci guadagna se poi la vittoria coincide con l'assegnazione di un trofeo, diventa quasi goduria. Con la conquista di una coppa  (anche se di secondaria importanza come la supercoppa) restare giú dal carro del vincitore é un po triste ed allora, Benitez diventa il re di coppe (10 in carriera), Gargano diventa il nostro gladiatore, Higuain é da sempre legato ai colori azzurri,Hamsik ritorna ad essere il nostro capitano e Rafael il messia dei rigori, solo perché l'errore di Albiol e Koulibaly é stato troppo evidente che nessuno si é azzardato a parlare di difesa perfetta, altrimenti...
Resta il fatto che la parttia non l`abbiamo vinta ma solo pareggiata, sotto per due volte ed entrambe le volte consapevoli di poter raddrizzare il risultato, alla faccia della squadra molle come il suo allenatore. Ieri Benitez ha letto benissimo la partita, Hamsik tra le linee libero di muoversi ha non solo preso un palo e sfornato due bellissimi assist per Callejon ed Higuain che purtroppo non hanno trasformato in rete, ma ha difatto annullato Vidal che lo ha dovuto seguire fino alla sostituzione scomparendo dalle azioni offensive bianconere. Poi la decisione di puntare su Ghoulam in fase offensiva quando la Juventus aveva scelto proprio la fascia dell` algerino per attaccare, visto che De Guzman non fa la fase difensiva o comunque non la fa come Callejon. Con le folate di Ghoulam Allegri é stato costretto a mettere Pereyra dalla sua parte (togliendo Pirlo in grossa difficoltá su Hamsik).
Higuain si era ritrovato nel centro del ciclone, Zapata era partito titolare giá tre volte, non segna da tempo, é svogliato, vuole andarsene, non é un leader, alcune delle critiche, ma spesso ci si dimentica che si sta parlando di un campione e che quando é in forma puó fare male, come ha fatto in Qatar, in piú ha tenuto ha sottolineare che lui gli attributi li ha e pure grossi, come mimato in occasione del 2-2

Higuain mostra le sue pelotas

Ma sono due i giocatori che molto probabilmente ieri hanno guadagnato (spero definitivamente) la stima dei tifosi e cioé Gargano e Rafael. L'uruguagio ha recuperato una marea di palloni, riuscendo anche a non buttarli via, ma costruendo azioni anche interessanti e poi ai rigori si é preso la responsabilitá di tirare il primo dopo la serie dei cinque visto che nessuno se la sentiva. Da piccolo avrá anche preso l'Inter alla play, ma da “grande” ha buttato l'anima in campo per il Napoli. Il brasilaino invece ha avuto l'unica colpa di essere ilcaprio espiatorio del momento. I suoi errori li ha fatti, ma poi si é cominciato, come al solito, ad esagerare, ad addossargli colpe non sue, la difesa non gioca bene? Colpa del portiere che non da sicurezze (a chi?), cross al limite dell'area? Rafael non é uscito, Higuain sbaglia una rete? Rafael non lo ha saputo motivare... peró ieri a parte I rigori (che sono una cosa particolare, lo cantava anche De Gregori) ha fatto un paratone nel primo tempo su Tevez e poi é stato padrone della sua area di rigore.
Ora sarebbe il momento di non esaltarci troppo e di lavorare duramente, questo trofeo deve essere un punto di partenza, magari si rivedranno tante persone allo stadio, perché se é vero che il mercato estivo é stato deludente é anche vero che I tifosi dopo l'eliminazione dalla CL si sono comportati da juventini abbandonando la squadra. Bisognerebbe cominciare a diffidare da chi critica tutto e tutti a prescindere, le critiche ci stanno perché nessuno é perfetto, peró é vero che spesso Napoli sembra votata all'autodistruzione e non all' esaltazione delle proprie eccellenze (ovviamente non solo nel calcio), del resto queste sono cose che diceva il grande Nino Taranto giá anni fa.  


mercoledì 17 dicembre 2014

Dov`è il nostro Atlante?


La sconfitta di Milano è stata come una mazzata tra capo e collo, come la coltellata di Bruto a Giulio Cesare, come scoprire che gli spazzacamini non cantano sui tetti allegramente rivestiti di fuliggine che respirano a pieni polmoni. Le sconfitte ci stanno, sta nelle cose naturali che girano intorno allo sport, ma c`è modo e modo di perdere. A Milano il Napoli non è sceso in campo, molle, distratto, senza nerbo, una squadra degna della bassa classifica e di fronte avevano anche una squadra oggettivamente mediocre.
Quello che peró mi ha meravigliato in negativo, che mi ha pugnalato al cuore piú di tutto è l`atteggiamento di Benitez. Lo scrivo ormai da qualche settimana che qualcosa non va, ma il mister sembra essere stato contagiato dalla mania di andare avanti comunque sulla propria strada anche se si para davanti un burrone. I quattro giocatori offensivi sono belli come concetto ma la squadra non li riesce a reggere. Il peso di quattro giocatori offensivi dovrebbe essere tenuto dal centrocampo a due che deve avere la capacità sia di fare interdizione che di far riparitre l`azione. Una impresa degna di Atlante e per fare questo lavoro servono giocatori di valore che, purtroppo, non è solo calcistico ma anche monetario, in poche parole il Napoli ad oggi non se li puó permettere. Poi ci sta anche a criticare la singola prestazione, Koulibaly per esempio è stato quasi irriconoscibile, però in uno sport di squadra un solo uomo (ovviamente escluso D10) non fa la differenza, sopratutto quando la prestazione è come quella di domenica.
Compreso che il credo di Benitez è bello, che con gli uomini giusti puó essere devastante, una volta compreso che gli uomini giusti non ci sono, perchè non si cambia qualcosa ed evitiamo che questa stagione perda senso già a dicembre?
Don Rafé continuo a confidare in te, ma non continuiamo a sbattere la testa nel muro sperando che cosí cada, va a finire che ce la spacchiamo noi ma il muro resta li intonzo.

martedì 9 dicembre 2014

Come ci si deve incaz...ehm concentrare?


Quattro partite, quattro pareggi, avversari certo non insormontabili, e sopratutto una squadra che da la sensazione di ondeggiare sermpre. In un`azione sembra essere sull`orlo di segnare e di sgretolare l`avversario, in quella successiva invece sembra l`esatto opposto, se l`avversario arriva ai limiti della nostra area di rigore, ci si affida a tutti i santi a disposizione, personalemten ho rispolverato anche San Bitter contro l’Empoli per far si che gli attaccanti toscani si ubriacassero ed in un paio di occasioni ha anche funzionato. .. e sono ateo, o meglio credo in D10, ma questa è un’altra storia. Ormai gli errori personali o di reparto non si contano piú, domenica pomeriggio la nostra difesa sembrava il’Emmentaller ed anche ben stagionato visto che Maccarone, Verdi e Tavano vi entravano con estrema facilità.  Nella ripresa mi aspettavo una squadra che volesse mettere sotto l`avversario ed invece no, molle, quasi arresa e subisce anche lo 0-2. Quando al 61` Don Rafé decide di far uscire Hamsik per Higuain giocando con una specie di 4-2-2-2 cioè un 4-4-2 con gli esterni molto alti e cambia subito la musica. Sei minuti sei e dall’ottavo calcio d’angolo Mertens crossa per Zapata che fa l`uno a due. Poi altri cinque minuti e da una sovrapposizione di  Maggio con conseguente cross a centro area nasce il 2-2 di De Guzman  e poi ci sarebbero anche le azioni di Callejon e quella dello stesso De Guzman che sul finale potevano dare i 3 punti agli azzurri, se non fosse che Sarri, espulso, dagli spogliatoi abbia organizzato una seduta spiritica per far impossessare il corpo di Sepe dall`anima di... Yashin che ha vanificato le mie preghiere a Sant Ermete, “fai che il Napoli infilzi la rete”.
Al di la del fatto che i tre punti con l`Empoli erano una rapina, ma é anche vero che i campionati si vincono vincendo partite immeritatamente (preferibilmente senza aiuti arbitrali), quello che mi chiedo è come mai la squadra ha un cosí evidente cambio di atteggiamento  a seconda se incontra una squadra forte o meno forte sulla carta, o addirittura nella stessa partita a seconda di come la stessa é messa?
Lasciamo da parte i Play Off di Champions League che cosí presto nella stagione danno poche indicazioni, ma il Napoli ottiene 2 sconfitte con Chievo ed Udinese, dove con il Chievo effettua una ventina di tiri a porta con miracoli vari di Bardi che para l`impossibile e in Friuli perde con un solo tiro a porta fatto dai bianconeri. Poi le partite in casa pareggiate con Palermo e Cagliari dove subisce una triplice rimonta, quindi il pareggio di Milano quando sembrava che la partita fosse portata a casa e poi la sveglia solo dopo essere passati in svantaggio contro Atalanta, Sampdoria ed Empoli, insomma una squadra che considerando queste situazioni sta messa veramente male, a parte Hellas e Torino, quelle citate sembrano essere tutte partite prese sottogamba dalla squadra. Mentre contro Roma e Fiorentina, due squadre che sono ben messe in campo e che devono essere affrontate con il piglio giusto dal 1` al 95` il Napoli diventa una macchina da guerra. Ma perchè? La risposta credo che non ce l`abbia nemmeno Benitez altrimenti in 18 mesi avrebbe trovato un rimedio, ma a me sembra che il Napoli contro le squadre toste, si intosta, contro quelle, diciamo cosí, mosce, s`ammoscia e quando la situazione si fa pericolosa si intosta nuovamente. A sto punto non sarebbe meglio passare a soluzioni non convenzionali? Tipo un camion di Viagra prima delle partite o assumer come motivatore Rocco Siffredi che ad intostature ne capisce?
Non credo sia una questione di cazzimma, pareggiare a Genova al 91`, recuperare due reti in casa con il pubblico che ti fischia contro, ma anche segnare non poche volte in zona cesarini (Genova due volte, Milano, Bergamo) sono segni di una squadra che ha cattiveria, ma  che non riesce a mantenere alta la concentrazione per l`intero match. Non si puó sempre pensare di risolvere le partite in trenta minuti, perchè se in mezz’ora ne facciamo due all`Empoli se si gioca cosí per 90 minuti i toscani non ci impensieriranno mai.Non è nemmeno una questione di rosa, sincermaente Cagliari ed Empoli (la Samp la escludo perchè c`è un grosso fattore psicologico al momento) non si avvicinano nemmeno alla panchina del Napoli.  Quindi resta la questione motivazione e se Benitez non si fa sentire o sveglia i nostri eroi qui si rischia veramente di buttare alle ortiche una intera stagione.
infine caro Benitez, a volte cambiare le proprie idee é sinonimo di intelligenza e non di debolezza, se il
4-2-3-1 con gli elementi che abbiamo ora non è possibnile meglio accantonalro momentaneamente, se Hamsik non sta bene, facciamolo riposare, fa bene a lui, ma sopratutto fa bene ai tifosi come me che lo amano quasi come un fratello e vederlo girovagare senza meta in campo fa veramente male.


martedì 2 dicembre 2014

Il piano B

Dalla sosta delle nazionali in poi abbiamo giocato tre partie e pareggiate tutte e tre non certamente contro avversari temibili quali possono essere Cagliari, Sparta Praga e Sampdoria. Cos`è cambiato da prima della sosta a dopo? Fondamentalmente solo una cosa, siamo privi di un esterno alto a sinistra che sappia fare bene le due fasi. Contro il Cagliari abbiamo utilizzato De Guzman bravo avanti ma certamente non altrettanto nel dare una mano dietro., infatti il Napoli ne fa tre ma ne subisce altrettanti e come avevo sottolineato nel post precedente sul secondo gol sardo non è esente da colpe (senza voler discolpare Rafael).
Contro lo Sparta Praga abbiamo utilizzato Hamsik a sinistra con Jorginho trequartista centrale, morale della favola zero reti segnate  pericolositá prossima allo zero in terra ceca. A questo va aggiunto che Higuain era dato da molti giornalisti non in forma e quindi tutto il reparto offensivo ne ha risentito.
Contro la Sampdoria terzo esperimento con Ghoulam esterno alto e Britos terzino, morale della favola pochissima pericolosità ma anche una maggiore copertura, tenendo conto peró che Britos, per la seconda partita di fila, sembrasse cercare il cartellino rosso, che per fortuna non è arrivato, o almeno non è arrivato troppo presto visto che poi ci ha pensato Kolibaly a finire anzitempo sotto le docce.
In pratica senza Mertens in tre partite abbiamo provato tre diversi uomini, ma mai cambiato organizzazzione tattica. Premetto che Benitez è il miglior allenatore che sia arrivato a Napoli da decenni, che ha vito piú lui che la SSCN in tutta la sua storia e che non son degno di parlar di lui ma che con un solo cenno della sua mano io sarò salvato, peró... comprendo che un allenatore da la sua impronta alla squadra e che ha un modo di giocare tutto suo e che il calcio non è come giocare a FIFA o a Football manager, non si cambiano schemi e posizioni dall’oggi al domani, ma non comprendo il fondamentalismo. Non comprendevo quello di Mazzarri e non comprendo quello di Don Rafé, dal quale mi aspetto che abbia sempre a disposizione un piano B (e visti i tanti infortuni sempre agli esterni anche un po di lato B non farebbe schifo). Mi risulta difficile credere che Benitez viste le caratteristiche dei suoi giocatori non abbia mai pensato al 4-3-3. Immaggino che  i quattro sventurati che si saranno inerpicati nella lettura sino a questo punto del post si staranno chidedendo chi dovrebbe giocare nel tridente se sia Insigne che Mertens sono infortunati, Higuain fa reparto da solo, scende sino a centrocampo, si allarga, fa la punta centrale, insomma è un giocatore non statico che potrebbe fare l`esterno d`attacco insieme a Callejon, con Zapata centrale.Questo tipo di cambio tattico darebbe anche la possibilità in partite dove il centrocampo soffre, come quella di Praga, di avere un uomo in piú che puó essere affiancato da due interdittori ed effettuare un filtro maggiore come per esempio schierando Gargano-David Lopez-Inler o Gargano-David Lopez-Jorginho, oppure mettendo contemporanemente 2 giocatori piú offensivi come un Gargano-Jorginho-Hamsik, con lo slovacco che potrebbe agire qiualche metro indietro alla posizione in cui gioca adesso, in quelle partite dove invece serve una maggiore spinta offensiva. A Genova magari vedere una fascia sinistra composta da Higuain e Gholuam invce che dall`algerino e Britos avrebbe fatto (almeno a me) un effetto diverso e penso anche una maniera diversa di giocare.
Per fortuna con l`ingresso in campo di Mertens a Marassi, l’emergenza almeno al momento è finita, ora c`è una settimana di riposo ed il belga puó recuperare a pieno dal trauma avuto con la nazionale, ma cosa succederà quando si stancherà nuovamente, non avendo alternative al suo ruolo? Ricominceremo con gli esperimenti o avremo anche noi un lato B? Ops piano B


mercoledì 26 novembre 2014

Vittima degli eventi




Dopo la sosta mi aspettavo di ritrovare un Napoli simile a quello visto contro la Fiorentina e la Roma, grintoso, compatto e con la voglia di vincere ed invece questo lo si è visto a sprazzi. L`inizio della partita è stato devastante 2-0, De Guzman che si mangia un`altra rete fatta, poi la squadra si siede, probabilmente qualcuno ha pensato è ormai cosa fatta, che i 3 punti sono in tasca ma invece no!
Questi 2 anni non hanno insegnato niente ai nostri giocatori? Ma le partite con Udinese e Palermo, entrambe in casa a dire il vero, non hanno insegnato che anche sul 2-0 non bisogna mai mollare? Poi se giochi contro squadre di Zeman... il boemo insegna a correre e lottare sino all`ingresso delle docce, quindi tanta sufficienza da parte dei nostri è veramente poco comprensibile, sopratutto se quando siamo stati raggiunti la prima volta si è tornati di nuovo in vantaggio, vuol dire che se ci si mette la voglia si raggiunge il risultato.
Comunque tutti calmi il colpevole numero 1 della disfatta é stato trovato da parte dei media e dei tifosi... Rafael Cabral, diventatno decisivo e buon portiere contro Roma e Fiorentina e di nuovo il capro espiatorio del 3-3 di domenica scorsa. Le sue colpe le ha... e come no, ma indicare sempre e solo un uomo come colpevole da la sensazione di essere vicini a risolvere il problema, basta cambiarlo e tutto è OK, oltre a dare quel senso di onnipotenza che viene dal poter bocciare qualcuno senza appello. Dopo un paio di giorni mi sono rivisto con calma le azioni delle reti subite e come accade spesso, non è il singolo a sbagliare ma solitamente sono piú persone a concorrere alla rete subita.
Non volendo assolutamente pretendere di avere la patente di tecnico o di tattico, queste sono le indicazioni che ho tratto dalle immagini.
Nella prima rete c’è Balzano che passa alle spalle di Maggio che se lo perde, quindi da la palla ad Ibarbo che scarta Koulibaly ed infila Rafael in uscita. Colpa quindi di Maggio? Dal fermo immagine che posto qui sotto invece noto, oltre all`errore del numero 11, un altro errore.



La linea rossa tra Balzano e Ibarbo è libera,  i 3 difensori rimasti (ad eccezzione di Maggio) sono perfettamente in linea, Henrique chiude lo spazio adando a pressare Balzano e Koulibaly scala leggermente per mettersi di fronte ad Ibarbo, ma a pochi passi dal colombiano, appena fuori dall’area di rigore c`è Inler che in tutta l`azione non fa nulla per intervenire, quando la linea difensiva è cosí bassa, non dovrebbe abbassarsi anche il centrocampo? Qui sotto lo si vede meglio.


Cioè Inler avrebbe dovuto mettersi tra Balzano ed Ibarbo ed impedire il passaggio facile del primo verso il colombiano.
Sulla seconda rete, le responsabilità di Rafael sono assolutamene chiare, palla nell`area piccola e lui che resta fermo senza prendere la palla probabilmente perchè la vuole far scivolare sul fondo, ma arriva Farias da dietro e mette la palla in rete, ma anche qui c`è un concorso di colpa, con Gargano che non si avvede dell`arrivo del giocatore in rosso e si fa travolgere.


Ancora prima, nell’istante che la punizione che ha scaturito l`azione del 2-2 è stata battua, su Farias c`era De Guzman che peró è rimasto fermo sul posto. Difatti è quello che nella foto sopra si vede in alto quasi al vertice dell`area di rigore. In pratica di errori ne sono stati commessi 3 in una sola azione.
Per la terza rete non c`è bisogno di immagini, Rafael invece si spazzare la da a Koulibaly comunque pressato, lo stesso francese invece di buttarla alla viva il parroco cerca un improbabile passaggio di prima girato dall`altra parte verso Ghoulam ed il conseguente recupero di Ibarbo e la rete del 3-3 sono frutto di queste concause, peró.... dov`è il centrocampo? In situaizone di vantaggio, con il tridente cagliaritano che pressa la nostra difesa, dove sono David Lopez e Gargano che dovrebbero dettare il passaggio per uscire da una situazione del genere? Perchè invece di essere prima di tutto attenti a non subire sono a distanze siderali dalla palla tanto che per Rafael era piú vicino passarla ad uno degli annelli di Saturno?

In conclusione, analizzando le reti subite (e non mi sono messo a spulciare le altre azioni che non si sono trasformate in rete) gli errrori sono stati tanti e la difesa (portiere compreso) ha varie colpe, ma il problema per me resta sempre lo stesso, il centrocampo, che in almeno due azioni è stato assente lasciando in pratica da sola la difesa. La soluzione è (a parte comprare qualcuno) continuare a lavorare sugli automatismi, sulla psiche e su quella cazzimma che è mancata anche domenica scorsa, perchè hai voglia a cambiare Rafael ma se gli altri continuano a fare errori se non hai un Neuer a porta cambia poco, certo qualcosa cambia ma non tanto da poter fare 31 punti n 12 partite.
Purtroppo il mio post su Zeman non è stato beneaugurante, ma sinceramente spero che la squadra sarda possa salvarsi e perchè no magari tentare l`accesso alla Europa League, prendere un giocatore come Farias che non aveva mai fatto una rete in A e farlo diventare un killer d`area di rigore, è una dote che andrebbe premiata con qualche risultato tangibile.

venerdì 21 novembre 2014

Arriva Zemanlandia



Domenica arriva a Napoli il Cagliari di Zeman . L`allenatore boemo mi piace molto per il suo modo di vedere il calcio e di interpetrarlo, per quell`essere sempre se stesso e la quasi assenza di diplomazia, se fosse stato un po piú paraculo avrebbe certamente lavorato di piú sia in A che in grande squadre perchè è sicuramente un personaggio che attira l`attenzione e spesso le capacità di comunicazioni sono piú importanti di quelle da allenatore.
Ricordo ancora  la prima Zemanlandia divenuta famosa, il suo Foggia negli anni ottante era una squadra che fece lettermalmente sognare una cittá e che una stagione lottó proprio con noi per l’ingresso alla buonanima della Coppa UEFA. LA mia simpatia per Zeman peró non nasce sola, ha avuto un grosso aiuto da parte di Antonio Albanese ed il personaggio di Frengo che interpetrava magistralmente a  Mai dire Goal.



L`accoppiata tra la simpatia di Albanese ed il calcio spettacolo del Foggia furono un colpo di fulmine, per me che poi ho sempre sostenuto (tifato mai, tifo solo Napoli) tutte le squadre del Sud, era come andare a nozze. Anche il suo approdo prima alla Lazio e poi alla Roma riuscirono a farmi diventare accettabili queste due squadre (e voglio dire...). Una volta alla Roma l`evento che ha fatto innamorare molti di lui e che contemporaneamente lo ha cancellato dal calcio che conta, la famosa intervista in cui chiedeva che le farmacie stessero fuori dal calcio facendo come esempio l`incredibile e rapida crescita muscolare di Del Piero e Vialli. Il messaggio non era che solo la Juventus utilizzava farmaci, ma ancora oggi per molti l’obiettivo principale di quelle parole era attaccare i bainconeri. Divenuto un simbolo dell`antijuventinismo ovviamente ha diviso l`opinione pubblica calcisitica, in molti lo hanno eletto a proprio idolo, altri a nemico pubblico numero 1.
Ma, come scrivevo precedentemente, la mia passione per il boemo nasce dalla sua idea di calcio che si basa quasi esclusivamente sullo spettacolo e sulla ricerca della rete, la tattica si, ma finalizzata alla realizzazione, alla creazione di gioco e non solo alla distruzione. Il suo modo di giocare mi riconduce sempre alle partite con gli amici in ogni dove, davanti allo spiazo davanti alla Curva A, oppure sulla spiaggia, o su campetti affittati, dove ognuno aveva un ruolo ma in realtà si giocava per segnare, per cercare la giocata, per vincere si ma essendo protagonisti, in una parola per divertirsi. Ecco il gioco di Zeman lo racchiudo in una parola, divertimento e per ottenerlo lui richiede sacrificio (famosi i suoi metodi di allenamento), ma alla fine quanti sono i giocatori che grazie a lui sono diventati dei grandi campioni? Signori, Baiano, Totti, piú recentemente i tre “pescaresi” Immobile, Insigne e Verratti e  nel mezzo tanti tanti altri. Ma la cosa incredibile che il apprezzo piú di tutto il suo fondamentalismo tattico, nonostante sia la dote che piú disprezzo in Mazzarri e che meno sopporto di Benitez. Ma Zema puó, lui si, il suo 4-3-3 è come un marchio di fabbrica cosí come le partite totalmente folli che spesso contraddistinguono le sue squadre, con grandi recuperi o con grandi vantaggi scialacquati, impresso nella mia memoria un Roma-Inter-4-5 sicuramente una della partite piú belle da vedere nel calcio italiano degli utlimi 20 anni.
Quando il Napoli lo ingaggió non ci potevo credere, avremmo giocato un calcio spettacolare e avremmo fatto crescere dei giovani campioni, per poter costruire la squadra nel medio termine, visto che già si sapeva che la SSCN era piena di debiti. Ed invece no, solo 6 partite solo 2 punti ed un esonero paradossale con Palummella (ma ci rendiamo conto...) che lo annuncia in TV. Una mazzata per me. Ma onestamente si poteva sperare di applicare il gioco e sopratutto gli allenamenti di Zeman a giocatori ormai bolliti e che non avevano nessuna voglia di "faticare"?

Ma per queste sue idee radicali sullo spettacolo, per le sue capacità di insegnare calcio, di far crescere giovani calciatori, di andare a scovare campioni in campionati poco conosciuti e pardossalmente per un uomo che parla con un filo di voce, per le sue capacità comunicative che meriterebbe di vincere qualcosa a livello nazionale, due campionati di B ed uno di C sono poco per un allenatore come lui. Il giorno che vincerà qualcosa di importante vorrà dire che il calcio è ritornato alla sua dimensione di gioco e divertimento e spero che accada il prima possibile, ma dalla prossima settimana perchè prima il Napoli, che è un atto irrazionale e di fede e poi Zeman che invece é un atto razionale.
Quindi Forza Zeman, ma anche e sopratutto FORZA NAPOLI!!!

martedì 11 novembre 2014

Il sinistro a sinistra



Da domani riprendono gli imperdibili appuntamenti con le nazionali e quindi inizia il fine settimana in cui invidio in maniera quasi totale i tifosi di squadre di Serie B, ma che per fortuna non mi dovrà far scegliere se guardare il Napoli o un test match di rugby, ma questa è un'altra storia. Otto sono i giocatori azzurri convocati dalle rispettive nazionali, ma quello che in questo momento ha la mia (ed immaggino quella di tutti i tifosi) attenzione é chi in quella lista dovrebbe esserci ed invece non c'é. L`infortunio di Firenze, purtroppo, si é confermato brutto come si supponeva, rottura del crociato ed operazione obbligatoria. La parte peggiore è il lungo tempo di recupero che occorerà a Lorenzo per rientrare in campo, si parla di circa 6 mesi, il che vorrebbe dire stagione finita.
A parte la preoccupazione per il giocatore, visto che un infortunio cosí lungo porta inevitabilmente all'incertezza sul pieno recupero che puó essere anche psicologico, c`è anche il timore di come il Napoli affronterà questo periodo senza Insigne considerando che di attaccanti esterni in rosa ne abbiamo solamente tre.
Da premettere che Lorenzo nella partita di play off di Champions League al cambio fu sonoramente fischiato, il che porto il giocatore di Fratta a reagire con gesti plateali, quindi si scatenó contro di lui l'inferno. "Non si deve permettere", "altri non fanno cosí" e gli evergreen "vuole essere venduto", "sta facendo di tutto per essere mandato via", queste ultime riutilizzate poi per Benitez e che saranno utilizzate per altri giocatori se nel caso dovessero avere un momento no.
Lorenzo da allora grazie anche a Benitez è migliorato tantissimo, utilissimo in fase difensiva e determinante anche in quella offensiva ormai è un punto cardine della squadra, tanto da aver scalzato Mertens nelle preferenze del mister e dei tifosi, ancora ricordo chi lo insultava e diceva che MAI dovrebbe giocare al posto del belga...ed ora? chi lo offendeva ne piange la mancanza, ancora prima che si giochi la prima partita senza di lui.
Il fatto è che a parte Mertens sulla sinistra e Callejon a destra chi abbiamo? De Guzman? Per favore, contro lo Young Boys in Svizzera nella posizione di esterno destro è stato perlomeno penoso, al controario della partita al San Paolo quando da centrale offensivo ha fatto 3 reti. Benitez certamente puó insegnare all'olandese a giocare bene anche in quella posizione, ma quanto tempo ci vorrà e noi possiamo aspettarlo?
Si potrebbe provare Zuniga, già si potrebbe, se Camilo non stesse piú tempo a carezzarsi il ginocchio che a giocare (e qui scatta l`evergreen "vuole essere venduto", "sta facendo di tutto per essere mandato via").
L`unica soluzione è tornare sul mercato per prendere un sostituto di Callejon, lo so si è fatto male Insigne dall`altra parte, ma il folletto tornerà in campo, mentre per far rifiatare Callejon non c`è nessuno al momento, ma da ora sino a gennaio che si fa? Cambiare modulo sembra assolutamente essere fuori discussione, spostare avanti Maggio? ma sempre a destra gioca, Spostare Ghoulam e mettergli dietro Britos? Prendere qualcuno dalla primavera?
La questione non è di facile soluzione, almeno una cosa buona nella sosta per le nazionali di buono c`è, ci sarà piú tempo per arrovellarsi il cervello per trovare una soluzione, tanto poi ci pensa Don Rafé... Speriamo.

venerdì 7 novembre 2014

Le quattro domande


Ieri, prima della partita contro lo Young Boys, leggevo qualche articolo sul Napoli ed ho trovato un editoriale di Corbo nel quale in pratica pone 4 domande alle quali cerca risposta nella partita contro gli svizzeri.
1) Il turnover, se è stato un errore a Berna perchè rifare lo stesso errore?
2) Zapata
3) De Guzman
4) Michu
Lo spagnolo  non ha giocato e quindi su di lui non ci sono rispote, De Guzman centrale al posto di Hamsik ha giocato bene al di la delle 3 reti, con continui inserimenti nell`area avversaria. La posizione defilata sulla fascia o addirittura sulla linea del centrocampo evidentemente non sono adatte al giocatore, o comunque trova piú difficoltà in quella posizione. La risposta che ho avuto ieri dall`olandese è che abbiamo un vice Hamsik, ma a sto punto Michu non dovrebbe essere il vice Higuain?
Zapata invece lo si è visto poco nel primo tempo, mentre nella ripresa con una bella azione ha mandato in rete De Guzman per il temporaneo 2-0. Personalmente non vedo in Duvan un bidone, certamente non è un campione assoluto, ma potrebbe dare molto di piú, se giocasse maggiormente, ma si puó seriamente pensare di mettere Higuain in panchina per fare giocare di piú il colombiano?
Infine il Turnover... ieri la squadra ha vinto senza problemi, il Napoli ha affrontato 7 partite in 3 settimane senza perdere di lucidità (anche se a Berna...) quindi Benitez ha avuto ragione visto che si è parzialmente raddrizzata la situazione in campionato ed in EL il Napoli ha ampiamente alla portata non solo la qualificazione ma anche il primo posto del girone.
Peró, non so quali risposte ha trovato Corbo, ma continuo a pensare che un turnover di 7-8 giocatori abbia poco senso, certo dipende anche dalla forza dell'avversario, ma il mio ideale è un turnover di un giocatore per reparto massimo 4 in totale tra i dieci giocatori di movimento (il portiere è un discorso a parte). 
Penso che rispetto alla partita con la Roma l`XI iniziale avrà pochissime modifiche, perchè la partita di Firenze é veramente importante, una vittoria, prima dell'ennesima sosta per le nazionali direbbe che il Napoli ha finalmente ricominciato a correre.

martedì 23 settembre 2014

Con Prisa y Sin Pausa


Ci metto sempre un po di tempo a digereire una sconfitta e solitamente non scendono giú nemmeno con l`Alka-Seltzer, figuriamoci se sono due sconfitte che non sono nemmeno lontanamente meritate. In questo caso nemmeno Mister Muscolo riuscirebbe nell`impresa di far scendere il magone e l`angoscia (sportiva... magari questi fossero i problemi della vita) che una sconfitta casalinga contro il Chievo e ad Udine possono portare.
Parto dal fatto che Benitez calcisticamente è poco attaccabile, un uomo che da solo ha vinto piú del Napoli in 88 anni di storia, uno che quando parla di calcio, lo fa con passione e cognizione di causa, uno che non gioca per difendere ma per attaccare. La mia faccia imperitutra sotto ai suoi piedi e lui può muoversi... ma questo già lo si sa.
Quello che non capisco è la formazione di Udine, sopratutto per il cambio dei 3 trequartisti contemporanemante mettendo il trio Zuniga-Michu-Insigne che mai hanno giocato insieme supportati da Diego Lopez anche lui all`esordio. Io sono un seguace del pensiero di Socrate e quindi so di non sapere, non so in realtà quali sono state le motivazioni che hanno portato Mr. Benitez a fare certe scelte e quale saranno le motivazioni per le prossime, almeno fino a che lui non le condividerà con noi, così come fatto oggi. Se lui stesso dice che Michu è fuori condizione perchè utilizzarlo ad Udine? Anche Hamsik era stanco? Ed allora perchè non provare De Guzman. Ma sopratutto perchè Zuniga esterno alto quando Zuzú è terzino destro?
Il problema, comunque,  è uscire fuori da questa situaizone il prima possibile, come lo deve sapere il tecnico e non certo giornalisti (o meglio giornalai), che di calcio ne capiscono poco e da questo punto di vista concordo con questo passaggio della sua conferenza stampa.
"Io sono un uomo di calcio, mi piacciono i numeri che possono rinforzare quello che io vedo ogni giorno. Dicono qualcosa, ma non sempre tutto. L'anno scorso i nuovi, la Champions, il livello mostrato in Champions e la preparazione senza Mondiale cambia tutto. Ora dobbiamo recuperare la fiducia come accaduto con lo Sparta. Abbiamo perso due partite che meritavamo di vincere, il problema si gestisce con la testa e non con il cuore. Ora si dice che dobbiamo vincere per forza e poi in campo abbiamo fretta Abbiamo perso col Chievo, ma se Higuain segna quel rigore parliamo di una partita da 4-0, stessa cosa se Gargano o Callejon fanno gol domenica".
Concordo pienamente che i problemi si gestiscono con la testa, ma il cuore ci vuole, ogni tanto al sim prisa pero sim pausa, sostituiamoci un con prisa y sin pausa.
Personalmente ho ancora una grande fiducia nel mister, certo non così tanta da pensare di vincere lo scudo, ma sono sicuro che a fine stagione ricorderemo quasi con un sorriso a questa "crisi" di inizio stagione, mentre se si vincerà qualcosa ci sarà un salta salta sul carro che nemmeno le prime olimpiadi di Atene del 1986 con sport improbabili, avrebbe mai potuto vedere.

lunedì 9 dicembre 2013

Se si va avanti così....

Ennesimo passo falso casalingo, stavolta è un pareggio (il secondo della stagione) ma per l`ottava volta consecutiva prendiamo una rete. Sei volte in campionato e due in Champions League a volte con avversari non proprio irresistibili dovrebbero far riflettere.
Molto bella e suggestiva l`idea di giocare con 4 attaccanti ma la squadra non è bilanciata, il problema si acuisce quando in campo c`è la coppia Inler-Dzemaili, non voglio tirare la croce su nessuno dei due, ma se dobbiamo supportare e sopportare 4 attaccanti abbiamo bisogno di un centrocampo che faccia da muro invalicabile verso la difesa altrimenti lasciata sempre nell`uno contro uno come sta succedendo troppo spesso ultimamente. L`unico giocatore che sa interdire in rosa è Berhami, ma non si può certo pretendere che corra tutta la stagione e che non abbia mai cali fisici. Il fatto che solo lui avesse queste caratteristiche era palese già da luglio ed allora mi chiedo perchè, una volta incassato il non per/da Gonalons non si è andati a prendere qualcun`altro sul mercato? Se Radosevic dava tranquillità sul turn over, come è possibile che ha giocato solo 13 minuti in spezzoni finali delle partite contro Bologna ed Atalanta? Dzemaili non era un interdittore la passata stagione e non lo è diventato in questa.
Non voglio per questo però togliere responsibilità ad un apparato difensivo che fa acqua da più parti. Albiol grande campione indubbiamente, ma con Fernandez e Britos fanno un trittico lento che soffre l`attacco frontale su spazi aperti, diventando di settimana in settimana sempre più insicuro e timoroso, anche qui bisogna correre ai ripari vista anche l`ormai esclusione di Cannavaro, però c`è anche bisogno che si sveglino un po, perchè il titolare inamovibile dell`Argentina e il campione spagnolo non possono giocare a questi livelli.
Infine ultima considerazione la mancanza di quella che nel rugby chiamano "sostegno". La seconda rete presa contro l`Udinese ne è l`esempio lampante.


Albiol pressato passa a Revellier sulla fascia che altrettanto pressato passa ad Inler con l`uomo addosso, perdiamo palla e Fernandes segna da lontano con Rafael sorpreso ancora fuori dai pali. In tutti e 3 tocchi prima del recupero del giocatore udinese non c`è nessuno vicino ai nostri, ognuno fermo nella sua posizione senza darsi una mano. Questa cosa l`avevo già notata contro Parma e Lazio e spero sia solo frutto di scarsa condizione fisica, perchè così non fosse non si faranno tanti passi in avanti anche in futuro.

martedì 3 dicembre 2013

Lazio-NAPOLI-2-4

Dopo più di un mese dall`ultima vittoria, che avvenne contro il Catania in casa il 2 novembre scorso il Napoli torna alla vittoria in campionato. Il 4-2 finale potrebbe far credere ad una vittoria facile contro i laziali ma le cose non stanno propriamente così.
Partiamo con la posizione media dei giocatori in campo, Petkovic ha messo Bigna a schermo della difesa ed Herndez e Gonzalez tra le linee, i nostri due centrocampisti (Inler e Berhami) per contenerer il centrocampo dei biancocelesti sono molto schiacciati verso la difesa lasciando un buco enorme a centrocampo che abbiamo spesso scavalcato con lanci lughi (il 16% del totale) dalla difea, la stragrande maggiornaza andati a vuoto, di fatto consegnando spesso la palla ai nostri avversari che ripartivano in attacco. La posizione di Armero inoltre è sintomatica della difficoltà del colombiano in fase difensiva che ieri era acuata anche dalla presenza di Candreva come avversario diretto. Nonostante però la poca azione offensiva e l`attenzione in difesa di Armero il diripettaio laziale ha vinto senza nessun dubbio lo scontro diretto, costringendo il Napoli a difendersi sul lato sinistro e rischiando anche un paio di volte di andare in rete.


 La Chiave in positivo per il Napoli è stata sopratutto la capacità di Higuain di muoversi tra le linee e di non dare punti di riferimento ai difensori laziali Ciani e Cana, difatti le due reti segnate dal pipita lo vedono in posizione differente. Nella prima (come si può notare nella foto sotto), è salito sulla 3/4 in posizione centrale lasciando a 5 metri la difesa laziale, Inler lo vede nello spazio e lo serve e l`argentino con una ottima progressione entra in area e batte Ciani che tenta di fermarlo e Marchetti in uscita.


Nella secona rete invece è sul lato destro dell`attacco aggredendo lo spazio e stavolta, grazie al filtrante di Pandev, punta Cana che passa in velocità alle spalle riuscendo a battere di nuovo Marchetti in uscita.


Quello che risulta da questa partita è la ritrovata mobilità da parte degli attaccanti, Pandev compreso che nelle ultime uscite era sembrato veramente sottotono. Con una conseguente messa di reti, mentre il tallone d`achille resta la difesa, che con il duo Britos-Albiol non è andata molto meglio di quando c`è Fernandez. I problemi sono
1) La poca sicurezza, si perdono palloni per non sapere cosa fare, mentre a volte anche un rinvio alla "viva il parroco" può risolvere una situazione difficile.
2) Non ci sono 2 terzini di ruolo, sia Armero che Maggio sono adattati. Per fortuna sembra che non ci voglia ancora molto prima del ritorno di Zuniga.
In conclusione 3 punti importanti per il campionato ed in vista della sfida al San Paolo contro l`Udinese. Per non perdere contatto con la Juventus e con la Roma.

mercoledì 13 novembre 2013

Nel terzo del cammin...


Nel terzo del cammin della stagione
non ci ritrovam in una zona oscura
che eravam comunque in terza posizione.

Si potea pensar a partenza dura
esto campionato aspro e forte
che nel pensier rinnova la paura!

Tant`è la sorpresa che non fu sorte
ma per trattar del ben ch`i vi trovai
dirò le cose di sto scorcio che v`ho scorte.

io non so ben ridir com`i v`intrai
tant`era pien di miracolo a quel punto
ma vivvaddio quella via abbandonai.

guardai in alto e vidi le sue spalle
anche se non su un corpo di atleta
che mena i ragazzi per ogni calle.

Allor fu la paura un poco queta,
che nel mar del cor m`era durata
incubo ancor di ciuffo con tanta pieta.

E come quei che con lena affannata
usciti duor dal pelago alla panchina
si volgon a lui com perigliosa guata.

così l`animo mio che ancor fuggiva
si volse a retro a rimirar lo passo
che ora su due competizioni è viva.


Dopo questo delirio, volevo fare una piccola disamina sul primo terzo di stagione che abbiamo affrontato e paragonarlo anche a quello che abbiamo fatto la passata stagione arrivati a questo punto.

Finora giocate 16 partite tra campionato e Champions League, il Napoli ha ottenuto 12 vittorie 1 pareggio e 3 sconfitte, la passata stagione dove al posto della Champions c`era l`Europa League a questo punto il bilancio recitava 10 vittorie 2 pareggi e 4 sconfitte. Questo evidenzia come nonostante il cambio di modulo da 3-5-2 a 4-2-3-1, nonostante il cambio di alcune pedine fondamentali e nonostante avversari più forti in Europa il Napoli sia riuscito a conquistare 2 vittorie e 5 punti in più in totale. Ma non è tutto rosa e fiori, ci son problemi che vanno ancora risolti.

Cosa non va. Le tre sconfitte prese sinora vengono tutte fuori casa, ma sopratutto sono tutte partite importanti e cioè Arsenal quando entrambe dopo la prima giornata eravamo appaiati in testa alla classiifca, Roma che era in pieno filotto di vittorie e Juventus quando bisognava decidere chi fosse la momentanea anti-Roma. Tutte e tre le partite hanno un comun denominatore, le partenze lente. Sia Arsenal che Roma che Juventus hanno iniziato subito a mille mettendoci in grossa difficoltà, la squadra è uscita fuori alla distanza ma comunque sempre dopo lo svantaggio che in certe partite non puoi permetterti. La scusante è che sono tutte partite esterne e che in casa l`atteggiamento dovrà essere e sarà diverso, ma i campionati si vincono anche con gli scontri diretti esterni. Non voglio sostenere che queste erano partite che non si dovevano perdere, ma c`è anche modo di perdere. Facendo un paragone con la passata stagione comunque c`è il dato che anche allora arrivarono solo sconfitte esterne (PSV, Atalanta, Dnipro, Juventus) ed anche allora la squadra regalò gran parte della prima parte di partita agli avveresari. La squadra quindi non ha ancora assimilato una mentalità vincente ed ancora oggi psicologicamente subisce certe sfide.
Altro problema è la difesa, in campionato siamo agli stessi livelli della passata stagione, ma la Champions League dice che su 4 partite abbiamo sempre subito almeno una rete, questo a prescindere da chi è sceso in campo tra Albiol, Britos e Fernandez, denotando un limite nella difesa che già era palese per i tifosi a fine mercato. Inoltre con l`infortunio di due esterni difensivi contemporaneamente la fase difensiva sulle fasce è molto precaria.


Cosa va. Il Napoli cambia gioco, non solo attesa e ripartenza ma costruzione del gioco, possesso palla e pallino nelle nostre mani. Inler diventa quel regista arretrato che ci serviva e l`attacco formato da Hamsik, Insigne o Mertens, Callejon e Higuain da più varietà all`azione offensiva, avendo più uomini che possono andare a realizzare una rete, cioè ci liberiamo dalla dipendenza di un solo uomo e rendiamo più corale l`attacco. Infine la valorizzazione e lo sfruttamento di tutta la rosa a disposizione. Quest`anno sono arrivati 6 giocatori Albiol, Callejon, Higuain, Mertens, Rafael e Reina, quattro di loro li potremmo definire titolari mentre Rafael fa la panchina, Mertens è una validissima alternativa, ma il resto della rosa è la stessa della passata stagione, i panchinari (anche se con Benitez questo termine è un po fuori luogo) sono in pratica gli stessi, Armero, Mesto, Fernandez, Dzemaili, Radosevic ed in più Cannavaro e Pandev, facevano parte del Napoli anche la passata stagione eppure quest`anno giocano molto di più, a volte anche aiutati da infortuni di altri compagni di reparto ma 742 minuti Mesto, 736 Armero, 728 Fernandez, 578 Dzemaili sono numeri che vanno al di la degli infortuni e lo stesso Insigne ad un terzo della stagione ha già raggiunto la metà dei minuti giocati in tutta la scorsa stagione (977/2141), in pratica quelli che nel 2012/13 non potevano entrare in campo perchè troppo scarsi, nel 2013/14 fanno da ossatura al nuovo Napoli. 

La strada da fare è ancora lunga e nella prima parte del cammino ci sono zone d`ombra ma molte più zone di luce, vedremo tra un paio di settimane se l`Europa "che conta" sarà ancora nel nostro futuro prossimo, anche da questo può passare la differenza tra una grande stagione ed una stagione normale.

martedì 12 novembre 2013


Il perchè di una disfatta



Sono passati due giorni dalla sconfitta contro la Juventus, la mente ha metabolizzato il risultato e quindi sono più lucido(?) per poter analizzare il perchè di una partita persa in così malo modo. Per fugare subito dubbi, la foto di Benitez non è li per additare un colpevole ma sicuramente ha delle responsabilità se anche contro la Juventus siamo partiti molli come già successo a Roma e Londra.
Cosa è successo nei primi 20 minuti della gara di Torino? Una serie impressioante di errori molto ravvicinati che hanno dato in mano alla Juventus la gara. A parte la rete super-analizzata tra tv e siti d`informazione sportiva veniamo alle altre 3 clamorose palle gol dei primi minuti

1. Il tiro di Pogba dopo pochi secondi.


Tevez si piazza tra le linee e si porta dietro entrambi i nostri mediani (sottolineati in rosso), la palla viene passata ad Isla lasciato solo da Armero, che crossa per Pogba solo. Infatti a parte il buco centrale creato dallo spostamento sulla nostra sinistra di Inler e Berhami c`è anche Maggio che non scala lasciando libero il francese di tirare. Dal calcio d`angolo susseguente arriverà la rete dell`1-0

2. Tiro di Bonucci



Per capire al meglio la dinamica servono 2 foto, nella prima si nota come prima del lancio in area ci siano 3 marcature, Fernandez-Llorente, Armero-Bonucci e Albiol-Tevez, nella seconda invece si nota come Albiol e Armero lasciano completamente liberi i rispettivi avversari con Fernandez che cerca di recuperare affannosamente sui due giocatori liberi e soli davanti a Reina. Lo spagnolo farà il miracolo su Bonucci e Fernandez respingerà la palla essendo l`unico in zona.

3. Tiro di Tevez

Prilo vede e serve Tevez, che si sgancia dalla posizione al fianco di Llorente e si viene a prendere la palla tra le linee, in quel cerchio blu dove ha totale libertà di movimento. Per tutta la partita ne Albiol ne Fernandez escono dalla linea difensiva per marcare alto Tevez, ma anche i nostri mediani non prendono l`argentino, difatti è hiara la il ritardo di Inler (quello con il punto interrogativo blu al fianco) rispetto alla linea del pallone. Come si può vedere in tutte le azioni le posizioni dei due svizzeri sono sempre relativamente vicine, pronte a darsi manforte, ma i movimenti dei tre centrocampisti bianconeri mai statici hanno mandato in bambola i nostri, difatti quando hanno dovuto rifiatare siamo usciti fuori noi.

Partita sicuramente deludente sul piano del risultato, però  la reazione è stata da grande squadra, 13 tiri tentati, il doppio di tutti quelli messi insieme nelle ultime uscite a Torino. Insigne sugli scudi, Buffon costretto ai mircoli sono segnali positivi ma purtroppo gli automatismi difensivi sono ancora al di la dal venire.

giovedì 31 ottobre 2013

Nel segno di D10


Parto subito dalle note positive della serata a Firenze, i 3 punti. Di altre personlamente non ne vedo se non per situazioni singole. Felice dell`apporto alla fase offensiva di Higuain, due assist, di cui il primo da premio Oscar come Miglior Assistman 2013, hanno impreziosito la sua prestazione e di fatto regalato i 3 punti. Felice per le reti di Callejon e Mertens, entrambi arrivati a Napoli nello scetticismo generale e al grido di alcuni, "vogliamo solo i campioni", si stanno rivelando due pedine importantissime per il gioco del Napoli. Lo spagnolo è stato voluto fortemente da Benitez ed a ragione, il belga ci incantò quando lo affrontammo con il PSV, ma in italia c`è ancora quest`idea figlia degli anni 80 che il campionato italiano è difficile, mentre la storia recente del calcio europeo dimostra il conrario.
Dicevo che di note positive, ieri ne ho trovate poche ed in effetti mi è sembrata più una partita da ombre che da  luci. Possesso palla totalmente lasciato alla Fiorentinal alla fine sarà 68% a 32% è vero che non si conta quanto tempo si passa con la palla al piede ma come. Ma se domenica scorsa il Torino ha tenuto più palla ma sopratutto nella sua metà campo cercando di far passare tempo, la Fiorentina invece ha giocato prevalentemente nella nostra metà del campo come si può vedere dall`immagine qui sotto


A parte attaccare le fasce che è il punto di forza hanno anche sovrastato i nostri a centrocampo nonostante la bella partita di Berhami come recupera palloni. Vero è che le occasioni create non siano state moltissime e che i viola han più giocato a tuffarsi che a cercare la via della rete, ma in situazioni del genere una squadra che ambisce ad essere grande deve anche avere la capacità di giocare il pallone e non solo di attendere. Insomma per cercare il contropiede avevamo Mazzarri non c`erabisogno di chiamare Don Rafè dall`Inghilterra.
Poi sommessamente, vorrei anche capire delle scelte di Benitez, perchè schierare Pandev al posto di Hamsik? Questo tipo di turnazione la poteva fare in partite più semplici come Torino e/o Catania. Non è che il macedone abbia giocato male, ma non ha lo spunto di Hamsik. Inoltre se Higuain deve giocare 60 minuti per problemi fisici o psicologici, perchè in una situazione di sofferenza dove buttavamo palloni inutili davanti non schierare Duvan Zapata? Il colombiano con la sua stazza poteva coprire il pallone e temporeggiare per far salire la squadra e non tenerla sotto scacco continuo della Fiorentina. Infine perchè non inserire Dzemaili per Pandev e arretrarlo sulla linea degli altri svizzeri per chiudere sui centrocampisti viola che han fatto un po come volevano nella ripresa?
Del resto abbiamo vinto, Benitez ha avuto ragione, però resto perplesso dal modo di giocare della squadra, spero che dalla prossima si cambi registro, però mi piace pensare che un po di flusso magico da D10 sia arrivato per avere anche quel pizzico di fortuna che ci è indubbiamente servito.